Intesa Sanpaolo — analisi del aprile 2016
Dopo la flessione dei prezzi registrata da inizio anno Intesa Sanpaolo sembra avere buoni margini di apprezzamento, potendo contare su una progressiva ripresa della redditività e su un rendimento da dividendi molto interessante.
Profilo societario
Intesa Sanpaolo è tra i gruppi bancari più rilevanti in Europa, riconosciuto per il forte impegno verso gli obiettivi ESG e un impatto sociale ai massimi livelli globali. In Italia, l'istituto si distingue come leader nel settore, con 13,9 milioni di clienti e circa 3.000 filiali. A livello internazionale, la sua presenza strategica si estende a oltre 900 sportelli, servendo 7,5 milioni di clienti in Paesi del Centro-Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa.
Andamento del titolo
Le azioni Intesa SanPaolo fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Intesa SanPaolo mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla dipendenza dei ricavi dall'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Intesa SanPaolo ha registrato una performance dell'80,3% rispetto al +10,2% dell'indice FTSE Mib; l'andamento è stato inizialmente positivo, con un guadagno di circa il 90% ai massimi di aprile 2014, seguito da una fase laterale, proseguita fino a gennaio 2015, ed un nuovo impulso positivo culminato nei massimi di luglio 2015 (+162% rispetto al dato di inizio periodo); da allora il trend è stato decrescente con una perdita di oltre il 30%.
Dati finanziari
| Voci di bilancio | 2013 | Var. % | 2014 | Var. % | 2015 |
|---|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 12.461,00 | −16,0% | 10.472,00 | −7,1% | 9.727,00 |
| Margine di intermediazione | 18.893,00 | −7,0% | 17.570,00 | +1,6% | 17.847,00 |
| Risultato di gestione | 6.850,00 | +5,2% | 7.209,00 | −4,5% | 6.888,00 |
| % sul margine di intermediazione | 36,26 | 41,03 | 38,59 | ||
| Risultato ante imposte | −4.816,00 | +161,5% | 2.961,00 | +40,7% | 4.165,00 |
| % sul margine di intermediazione | −25,49 | 16,85 | 23,34 | ||
| Utile di esercizio | −4.557,00 | +128,7% | 1.310,00 | +114,2% | 2.806,00 |
| % sul margine di intermediazione | −24,12 | 7,46 | 15,72 | ||
| Totale attivo | 626.283,00 | +3,2% | 646.427,00 | +4,7% | 676.496,00 |
| Patrimonio netto | 45.058,00 | +0,0% | 45.062,00 | +7,8% | 48.593,00 |
| ROE % | −10,11 | 2,91 | 5,77 |
Valori in milioni di €; margini e rendimenti in percentuale.
Commento ai dati di bilancio
Nel triennio 2013-2015 Intesa SanPaolo ha mostrato una diminuzione del Margine di interesse del 21,9% mentre il Margine di Intermediazione è sceso del 5,5% sostenuto dal buon andamento delle commissioni; sostanzialmente stabile il risultato di gestione a 6,9 miliardi(+0,6%), mentre l'utile ante imposte passa da un rosso di 4,8 miliardi ad un saldo positivo di 4,2 miliardi ed il risultato netto sale a 2,8 miliardi dai -4,6 miliardi del 2013. La redditività del capitale (ROE) è migliorata di quasi 16 punti passando dal -10,1% al 5,8%.
Comparables
| Azienda | P/E | P/BV | Dividend yield % |
|---|---|---|---|
| Intesa Sanpaolo | 14,96 | 0,86 | 5,72% |
| Unicredit | 12,11 | 0,41 | 3,49% |
| Ubi Banca | 27,28 | 0,32 | 3,11% |
| Banco Popolare | 5,25 | 0,27 | 2,40% |
Nel raffronto tra le principali banche italiane Intesa SanPaolo risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre è nella media se si considera il Price/Earnings; il rendimento da dividendi, superiore al 5%, è il più elevato tra le banche incluse nel campione.
Opportunità
Progressivo miglioramento della redditività (fino al 10% nel 2017) secondo il Piano di Impresa 2014-17 che prevede anche la distribuzione di dividendi per circa 10 miliardi nel periodo
Rischi
Notevole esposizione al mercato italiano, andamento negativo dei mercati finanziari
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Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati:
- una crescita delle attività che passa dal 4% nel 2016 al 3% di lungo periodo;
- una crescita delle commissioni che passa dal 7% del 2016 al 3% del 2019 e seguenti;
- una riduzione del cost/income ratio dal 57% del 2016 al 52% di lungo periodo;
Infine si prevedono: una graduale riduzione dell'incidenza degli accantonamenti su crediti, un tax rate stabile al 34% ed una progressiva crescita del payout fino al 67%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 3,15 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,1 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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