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Banco Popolare — analisi del maggio 2013

Nonostante i multipli contenuti Banco Popolare sembra avere prezzi di mercato non distanti dal fair value frenati dalla bassa redditività e dai pesanti accantonamenti su crediti.

Profilo societario

Banco BPM S.p.A., con sede in Italia, è una realtà attiva nel settore finanziario. Questa banca multicanale propone una vasta gamma di prodotti e servizi, tra cui il collocamento di azioni, la creazione e gestione di fondi di investimento specializzati, conti correnti aziendali e personali, oltre a soluzioni per investitori, operazioni di finanziamento, e prodotti assicurativi sia vita che non vita. Offre inoltre servizi Bancomat, piattaforme di trading online e notifiche tramite Short Message Service (SMS). Il portafoglio di Banco BPM è studiato per soddisfare le esigenze sia dei privati sia delle imprese. L'istituto opera con particolare attenzione alle regioni produttive italiane, come Lombardia, Veneto e Piemonte. Tra le entità che fanno parte del Gruppo si annoverano la Banca Popolare di Milano, la Banca Popolare di Verona, la Banca Popolare di Novara, la Banca Popolare di Lodi e il Credito Bergamasco, tra gli altri.

Andamento del titolo

Le azioni Banco Popolare fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Banco Popolare mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) indice dell'esposizione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Banco Popolare ha registrato una performance fortemente negativa (-61,7%) rispetto al -9,8% dell'indice FTSE Mib; dopo un iniziale andamento positivo, culminato nel massimo di agosto 2010, le azioni hanno imboccato la strada del ribasso, arrivando a perdere quasi l'80% ai minimi di novembre 2011. Successivamente si è assistito ad una fase laterale con le quotazioni che hanno oscillato tra 0,8 e 1,6 Euro, andamento negativo da inizio anno.

Dati finanziari

Dati finanziari di Banco BPM, esercizi 2010–2012
Voci di bilancio 2010 Var. % 2011 Var. % 2012
Margine di interesse 2.221,44 −28,8% 1.580,92 −17,4% 1.305,19
Margine di intermediazione 4.151,80 −10,3% 3.726,07 −22,0% 2.905,25
Risultato di gestione 1.083,17 −3,1% 1.049,60 −58,3% 437,91
% sul margine di intermediazione 26,09 28,17 15,07
Risultato ante imposte 231,61 −1.194,4% −2.534,80 +63,4% −927,51
% sul margine di intermediazione 5,58 −68,03 −31,93
Utile di esercizio 331,53 −776,0% −2.240,97 +57,6% −949,60
% sul margine di intermediazione 7,99 −60,14 −32,69
Totale attivo 135.155,67 −0,8% 134.126,62 −1,6% 131.921,38
Patrimonio netto 11.940,40 −21,1% 9.423,31 −4,7% 8.980,90
ROE % 2,78 −23,78 −10,57

Valori in milioni di €; margini e rendimenti in percentuale.

Commento ai dati di bilancio

Nel triennio 2010-2012 Banco Popolare ha registrato una flessione del Margine di Interesse del 41,2% mentre il Margine di Intermediazione è sceso del 30%, negativo anche l'andamento del Risultato di Gestione, passato da 1083,2 a 437,9 milioni; passano in negativo il risultato lordo (a -927,5 milioni da 231,6 milioni) ed il risultato netto (a -949,6 milioni da 331,5 milioni). La redditività del capitale (Roe) è scesa dal 2,8% al -10,6%.

Ultimi sviluppi

Nel primo trimestre 2013 il margine finanziario è diminuito del 13,4% a 413,2 milioni di Euro mentre gli altri proventi operativi sono scesi del 21,3% penalizzati dal risultato finanziario in calo del 72,8%. Dopo aver scontato oneri operativi in calo del 4,3% a 561,3 milioni, il risultato di gestione è diminuito del 33,2% a 346,6 milioni di Euro mentre il risultato netto è passato da -109,1 a 91,9 milioni di Euro grazie al contributo determinante della fair value option, passata da un rosso di oltre 200 milioni ad un saldo positivo di oltre 50 milioni.

Comparables

Comparables di Banco BPM alla data dell'analisi
Azienda P/E P/BV Dividend yield %
Banco Popolare neg 0,24 0%
Ubi Banca 36,2 0,31 1,53%
BPM neg 0,36 0%
Bper neg 0,52 0%

Nel raffronto tra le principali banche regionali Banco Popolare risulta quella più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre il Price/Earnings non è significativo avendo chiuso i conti 2012 in rosso, nullo il rendimento da dividendi.

Opportunità

Il processo di risanamento e riduzione dei costi sembra dare i primi risultati

Rischi

Necessità di ulteriori accantonamenti su crediti a seguito della crisi economica

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Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati:

  • una crescita delle attività negativa (-1%) nel 2013 e al 3% nel lungo periodo;
  • una crescita delle commissioni che passa dal 6% del 2013 al 3% di lungo periodo;
  • un cost/income ratio in diminuzione dal 68,5% del 2013 al 66% del 2016 ed anni successivi;

Infine si prevede un tax rate stabile al 35% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in calo fino allo 0,4% del 2016 e seguenti. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 1,3 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,13 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

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19 analisi dal 25 maggio 2008, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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